Ci hanno sempre detto: “Se vuoi, puoi.”
“Chi si impegna, ce la fa.”
“Il talento basta.”
E noi ci abbiamo creduto.
Abbiamo studiato, lavorato, sacrificato notti e sorrisi pensando che prima o poi il mondo ci avrebbe premiato.
Ma la realtà è diversa.
Il mondo non premia sempre chi merita.
Premia chi ha connessioni, chi nasce nel posto giusto, chi ha fortuna.
E chi non ce l’ha? Lotta contro ostacoli invisibili, barriere economiche, pregiudizi che nessun talento può cancellare.
E allora ci sentiamo frustrati. Stanchi. Inadeguati.
Come se il problema fossimo noi, quando in realtà il problema è la narrazione comoda che ci hanno fatto bere: la meritocrazia.
Ma c’è una cosa che possiamo fare: riconoscere la realtà.
Riconoscere i nostri limiti.
Riconoscere i nostri meriti.
Proteggere la nostra dignità.
E continuare a provarci, anche se il mondo non è giusto.
Il coraggio non sta nel vincere sempre.
Sta nel continuare, giorno dopo giorno, sapendo che a volte il successo dipende da fattori che non possiamo controllare.
E va bene così.
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