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martedì 11 agosto 2015

La menzogna che viviamo, di Spencer Cathcart

In questo momento potresti essere ovunque, potresti fare qualsiasi cosa, invece sei seduto da solo di fronte a uno schermo.
Ma cos’è che ci ferma dal fare quel che vogliamo fare? Dall’essere ciò che vogliamo essere?
Ogni giorno ti svegli nella stessa stanza e segui gli stessi schemi, vivi la stessa giornata del giorno prima.
E’ pur vero che un tempo ogni giorno era una nuova avventura.
Lungo la strada è cambiato qualcosa.
Prima i nostri giorni non avevano tempo, ora sono schematici.
E’ questo che vuol dire crescere? Essere liberi?
Ma siamo veramente liberi?

Cibo, acqua, terra. Le uniche cose che ci servono per sopravvivere sono possedute dalle società.
Non c’è più cibo per noi sugli alberi, né acqua potabile nei fiumi, né terra dove si possa costruire una casa.
Se provi a prendere quello che ha da darti la Terra sarai isolato.
Quindi seguiamo le loro regole.
Abbiamo scoperto il mondo attraverso i libri di testo.
Per anni stiamo seduti e ripetiamo quello che ci viene detto.
Sottoposti a prove e classificati come soggetti da laboratorio.
Cresciuti per non essere mai niente di speciale in questo mondo, per non creare differenze.
Abbastanza intelligenti da fare il nostro lavoro ma non da chiederci il perché lo facciamo.
Quindi lavoriamo duro e non abbiamo mai tempo di vivere la vita per cui stiamo lavorando.
Finché arriva un giorno in cui siamo troppo vecchi per il nostro lavoro e siamo lasciati a morire.
Saranno i nostri figli a prendere il nostro posto.
Per noi il nostro cammino è importante, ma insieme non siamo altro che carburante.
Il carburante dell’élite. L’élite che c’è dietro le multinazionali.
E’ il loro mondo e la risorsa più preziosa non è nella terra: siamo noi.
Noi costruiamo le loro città, noi mettiamo in moto le loro macchine, noi combattiamo le loro guerre.
Dopo tutto, ciò che li guida non sono i soldi: è il potere.
I soldi sono semplicemente l’arma che usano per dominarci.
Inutili pezzi di carta da cui dipendiamo per sfamarci, per spostarci, per divertirci.
Ci danno i soldi e in cambio noi gli diamo il mondo.
Dove c’erano alberi che pulivano la nostra aria ora ci sono fabbriche che la inquinano.
Dove c’era acqua da bere, ci sono rifiuti tossici che puzzano.
Dove gli animali correvano liberi, ci sono le imprese agricole che li fanno nascere e li scuoiano per il nostro appetito.
Oltre un miliardo di persone muore di fame anche se c’è abbastanza cibo per tutti. Dove va a finire?
Il 70% del grano che coltiviamo è cibo destinato a ingrassare gli animali che mangiamo per cena.
Perché dovremmo aiutare chi muore di fame quando non guadagneremmo nulla con ciò?
Siamo la piaga che affligge la Terra, devastiamo quello che ci permette di vivere.
Vediamo tutto come qualcosa che può essere venduto, come un oggetto da possedere.
Ma cosa accadrà quando avremo inquinato l’ultimo fiume? Quando avremo avvelenato anche l’ultimo respiro d’aria? Quando non avremo più il carburante per i camion che ci portano il cibo?
Quand’è che capiremo che i soldi non possono essere mangiati, che non hanno alcun valore?
Prendiamo medicine per affrontare questi problemi, ma le cure mediche sono la terza causa di morte dopo il cancro e le malattie cardiache.
Ci viene detto che tutto può essere risolto dando soldi alla Scienza, così gli scienziati scopriranno un modo per eliminare il problema.
Ma le industrie farmaceutiche traggono vantaggio dalle nostre sofferenze.
Pensiamo di correre ai ripari, ma il nostro corpo è il prodotto di ciò che mangiamo, e il cibo che mangiamo è studiato per ottenere profitto.
Ci riempiamo di sostanze tossiche.
Il corpo degli animali è infestato da medicine e malattie.
Ma non vediamo tutto ciò.
Le associazioni che detengono il potere mediatico non vogliono che noi sappiamo, quindi ci inondano di fantasie che spacciano per realtà.
E’ divertente pensare che gli umani pensavano che la Terra fosse il centro dell’universo.
Ma, ancora una volta, continuiamo a vederci al centro del pianeta.
Indichiamo la nostra tecnologia dicendo che siamo i più intelligenti.
Ma veramente computer, macchine e industrie affermano quanto siamo intelligenti?
Forse mostrano quanto siamo diventati pigri.
Ci mascheriamo dietro la parola “civilizzazione”, ma quando la togliamo, di noi, cosa resta?
Siamo inclini a dimenticare che solo negli ultimi cento anni abbiamo concesso il diritto di voto alle donne, il diritto di equità ai neri.
Ci atteggiamo come se fossimo tutti istruiti su tutto, ma sono molte le cose che non riusciamo a vedere.
Camminiamo per strada e ignoriamo tutte le cose più piccole.
Gli occhi che ci guardano, le storie che vorrebbero condividere.
Vediamo tutto come uno sfondo di “me”.
D’altra parte abbiamo paura di non essere soli, di essere parte di qualcosa di più grande.
Ma abbiamo fallito nel creare una connessione.
Un giorno la sensazione che chiamiamo “vita” ci lascerà.I nostri corpi marciranno, i nostri averi più preziosi passeranno ad altri.
Le azioni compiute in vita saranno le uniche cose a restare di noi.La morte ci circonda sempre, eppure sembra essere lontana dalla realtà di tutti i giorni.
Se tutti scavassimo tra i nostri desideri più profondi scopriremmo che i nostri sogni non sono così diversi.
Abbiamo tutti lo stesso obiettivo: essere felici.
Facciamo il mondo a pezzi senza cercare altro che gioia, senza mai guardare dentro di noi.
La maggior parte delle persone più felici sono quelle che hanno di meno.
Siamo veramente così felici con i nostri iPhones? Le nostre grosse case, le nostre macchine alla moda?
Siamo disconnessi. Idolatriamo persone che non incontreremo mai.
Assistiamo a avvenimenti straordinari sugli schermi e all’ordinario da ogni altra parte.
Aspettiamo che qualcuno ci porti un cambiamento senza mai pensare a iniziare a cambiare noi stessi.
Le elezioni presidenziali possono essere assimilate al lancio di una moneta: sono due facce della stessa medaglia.
Scegliamo quale faccia vogliamo e abbiamo l’illusione della scelta, del cambiamento.
Ma il mondo è sempre lo stesso.
Non riusciamo a capire che i politici non servono noi; ma servono chi ha dato loro il potere.
Ma in un mondo di pecore ci siamo scordati di seguire la strada che ci eravamo prefigurati.
Basta aspettare un cambiamento.
Tu sei il cambiamento che vuoi vedere.
Non siamo arrivati fin qui stando seduti comodi.
La razza umana è sopravvissuta non perché fosse la più veloce, o la più forte, ma perché ha cooperato.
Abbiamo eccelso nell’arte di uccidere.
Adesso perfezioniamo l’arte di goderci la vita.
Tutto ciò, non per salvare il pianeta.
Il pianeta sarà qui indipendentemente dalla nostra sopravvivenza.
La terra ha girato per miliardi di anni, e ognuno di noi sarà fortunato a viverne ottanta.
Siamo una goccia nell’oceano, ma il nostro impatto dura per sempre.
Spesso mi sarei augurato di vivere in un’era dove non c’erano i computer.
Ma ho capito che non c’è nessuna ragione per volere ciò, perché questo è l’unico periodo della storia in cui ho sempre voluto vivere.
Perché oggi abbiamo un’opportunità mai avuta prima.
Internet ci ha dato il potere di condividere un messaggio e di unire milioni di persone in tutto il mondo.
Finché possiamo è nostro dovere usare la tecnologia per unire, più che per combatterci.
Nel bene o nel male, la nostra generazione determinerà il futuro della vita su questo pianeta.
Possiamo anche continuare a servire questo sistema di distruzione finché non rimanga di noi alcuna
traccia di esistenza;
oppure possiamo uscire da questo sonno ipnotico, capire che non stiamo evolvendo ma regredendo.

ABUSI SUI MINORI : ARRESTATO FABIO TOFI EX GIUDICE ONORARIO DEL TRIBUNALE DEI MINORI DI ROMA

Le accuse sono pesantissime e vanno dagli abusi sessuali e violenze fisiche sui minori, alla somministrazione di farmaci e tranquillanti scaduti, fino al cibo avariato distribuito ai piccoli. A capo della struttura chiusa ieri c’era, appunto, Fabio Tofi, indagato per maltrattamenti aggravati, lesioni aggravate e violenza sessuale aggravata. Tofi, 55enne, sul sito de “Il Monello Mare” viene definito “Responsabile della comunità educativo-terapeutica per adolescenti dal 1999. Si occupa di problematiche relativa al ” crollo” di adolescenti e della famiglia”.
Sul suo profilo Facebook, poi, sono leggibile alcune frasi inquietanti scritte dallo stesso Fabio Tofi: sulla didascalia della sua immagine di copertina si legge “mi sento come una foglia assetata in cerca di acqua limpida…”. Il riferimento alle giovani vittime non può che apparire immediato. Nel gruppo de “Il Monello Mare”, invece, Tofi si lascia andare con un “ilmonello mare è la mia vita”.
Sempre sul sito della struttura, almeno fino a ieri, era possibile consultare il CURRICULUMVitae di Fabio Tofi, ora agli arresti domiciliari: tra i vari incarichi ricoperti (“Responsabile della comunità educativo-terapeutica per adolescenti “Il Monello Mare” dal 1999 a tutt’oggi; Coordinatore del progetto adolescenti 285/97 Distretto RMF1 “vorreichiedertiqualcosa…” dal mese di dicembre 2006 al mese di gennaio 2009”) ce n’è uno che desta particolare angoscia. Tofi, infatti, risulta esser stato Giudice Onorario dal 1997 al dicembre 2009 presso il Tribunale per i minorenni di Roma con una serie di incarichi all’interno di collegi e gruppi che vanno dall’infanzia, all’adolescenza fino all’ambito scolastico.
Se le accuse nei confronti di Tofi dovessero essere confermate si tratta di un’onta gravissima per la Giustizia dei minori: bambini e adolescenti – vittime di contesti sociali degradanti e ignobili – rischiano in molti casi di essere catapultati in situazioni che li dovrebbero riabilitare e invece li rendono ancora più martiri.
Oltre a Fabio Tofi, sono state iscritte nelREGISTRO degli indagati le quattro collaboratrici per maltrattamenti aggravati, sottoposte alla misura cautelare del divieto di dimora nella struttura.
Fate girare queste notizie, e' un dovere civile.

lunedì 10 agosto 2015

Mi hanno detto: sei troppo altruista, ultimamente sei troppo solitaria, sei sempre troppo sincera, o sei troppo impulsiva o troppo razionale, sei spesso troppo malinconica, sei veramente troppo. Ed io rispondo: sono solo troppo me stessa ed il tempo è troppo prezioso per essere qualcun’altra

Abbi un cuore che mai indurisce, un carattere che mai si stanca, ed un tocco che mai ferisce.... *Charles Dickens*

E poi ci sono quelle canzoni che ti scatenano milioni di ricordi, vero?

Se mio nonno avesse saputo che si spende più per dimagrire che per mangiare, avrebbe detto che siamo in mezzo ad un branco di imbecilli.

« Cara Nina, non posso che chiederti perdono per averti lasciato con i nostri cinque bimbi ancora col latte sulle labbra; e so quanto dovrai lottare e patire per portarli e lasciarli sulla buona strada, che li farà proseguire su quella di suo padre: ma non mi resta a dir altro, che io muoio contento di aver fatto soltanto il mio dovere d’italiano. Siate pur felici, che la mia felicità è soltanto quella che gli italiani hanno saputo e voluto fare il loro dovere. Cara consorte, insegna ai nostri figli che suo padre fu prima italiano, poi padre e poi uomo. Nazario. » Nazario Sauro, Venezia, 20 maggio 1915 - Lettera testamento alla moglie Nina

10 Agosto 1916 , Pola

Ciao Aldo

Buongiorno. La ricetta contro qualsiasi tipo di prepotenti.