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mercoledì 21 gennaio 2026

Mare grosso, pensieri a fondo

 A Livorno, in questi giorni, il mare non fa notizia: fa domande.

Le mareggiate arrivano senza chiedere permesso, come certi pensieri che tornano quando credevi di averli messi a tacere. Le onde sbattono contro gli scogli con una rabbia antica, ma non è distruzione: è memoria che insiste. Il mare non rompe, ricorda. Ricorda che nulla resta fermo, che anche ciò che sembra solido deve imparare a cedere, almeno un poco.

Camminando sul lungomare, con il vento che taglia la faccia e il sale che brucia sulle labbra, capisci che questa furia non è fuori da noi. È la stessa che sentiamo dentro quando la calma è solo una tregua, quando sotto la superficie qualcosa continua a muoversi. Le mareggiate non chiedono di essere fermate, ma ascoltate.

E Livorno, che col mare ci parla da sempre, oggi sembra dirci questo: non aver paura del rumore, della forza, dell’onda che arriva. Dopo ogni schianto, il mare si ritira. E in quel respiro, breve ma vero, c’è spazio anche per noi.



















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