Ci sono vite che scorrono lontano dal nostro sguardo, invisibili eppure profondamente significative. Vite vissute, esperienze accumulate nel silenzio, memorie che si stratificano come note di una musica che scende lentamente, senza clamore, ma con intensità.
In ognuno di noi c’è la capacità di percepire questa armonia: nei gesti discreti, negli incontri fugaci, nelle parole non dette ma profondamente sentite. La positività non è sempre un’esplosione di gioia, ma spesso un fluire lento e costante, una luce che illumina piano, capace di trasformare la quotidianità in qualcosa di prezioso.
Guardare alle vite lontane, ascoltare le loro storie, significa anche riflettere sulla propria: sulle scelte compiute, sui momenti di respiro, sulle possibilità ancora da scoprire. Come una musica che si dispiega lentamente, impariamo ad assaporare ogni nota, a riconoscere le sfumature e a cogliere la profondità dei silenzi.
Forse, alla fine, vivere significa accogliere ogni esperienza con la stessa attenzione con cui si ascolta una melodia complessa: lasciarsi attraversare dalle sue tensioni e armonie, riconoscere la profondità dei silenzi, e scoprire, in ogni nota, la misura sottile della propria esistenza.
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