Benvenuti
venerdì 27 gennaio 2017
27 Gennaio Se questo è un uomo Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo, Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d'inverno.
mercoledì 25 gennaio 2017
lunedì 23 gennaio 2017
domenica 22 gennaio 2017
martedì 17 gennaio 2017
Si dovrebbe essere amati per quello che si è non per quello che si fa.
Sono fortunata. Nonostante il carattere terribilmente contrastante da minare la pazienza di un don Abbondio, ondeggiante sempre tra fantasia e realtà, sono amata proprio per quello che sono; le mie dimenticanze, i miei "ma sì...forse lo farò", i miei aver ragione, i miei racconti fuori dalle righe, le mie lacrime di felicita' o per un film, i miei pochi desideri ,il mio decaffeinato pure macchiato, le mie favole discusse in casa e tante volte solo quelle.
Essere amati, invece, per quello che si fa apparentemente sembra più facile : basta comprimersi un po' alla volta e si finisce per fare sempre la cosa gradita.
A furia di comprimersi si scompare. Tranquilli, nessuno vi cercherà, basterà continuare a fare senza essere .
Non vi stupite troppo e non dite "io no". A tutti succede di fare senza essere : per amore, per paura, per rabbia, per solitudine, per sentirsi più adeguati, per non sentirsi in colpa, per avere in cambio un sorriso e poi sentire lo stesso calore delle stufe con la fiamma alimentata con le lampadine; peccato che il gelo che si sprigiona e' quasi immediato. Ti avvolge e ti nutre di un torpore ambiguo e non ti accorgi di essere in ipotermia fino a quando le persone che pensavi ti avrebbero dovuto desiderare per tuo essere, semplicemente iniziano a spostarti semplicemente,appunto, come un pezzo di ghiaccio che ingombra per il tuoi non fare.
A quel punto non hai la forza di fare, vorresti solo essere, ma non puoi più.
Nessuno ti cercherà più SOLO perché SEI. In effetti, a nessuno è mai interessato, a nessuno SEI mai interessato/a.
Effettivamente sono fortunata.

Essere amati, invece, per quello che si fa apparentemente sembra più facile : basta comprimersi un po' alla volta e si finisce per fare sempre la cosa gradita.
A furia di comprimersi si scompare. Tranquilli, nessuno vi cercherà, basterà continuare a fare senza essere .
Non vi stupite troppo e non dite "io no". A tutti succede di fare senza essere : per amore, per paura, per rabbia, per solitudine, per sentirsi più adeguati, per non sentirsi in colpa, per avere in cambio un sorriso e poi sentire lo stesso calore delle stufe con la fiamma alimentata con le lampadine; peccato che il gelo che si sprigiona e' quasi immediato. Ti avvolge e ti nutre di un torpore ambiguo e non ti accorgi di essere in ipotermia fino a quando le persone che pensavi ti avrebbero dovuto desiderare per tuo essere, semplicemente iniziano a spostarti semplicemente,appunto, come un pezzo di ghiaccio che ingombra per il tuoi non fare.
A quel punto non hai la forza di fare, vorresti solo essere, ma non puoi più.
Nessuno ti cercherà più SOLO perché SEI. In effetti, a nessuno è mai interessato, a nessuno SEI mai interessato/a.
Effettivamente sono fortunata.

sabato 14 gennaio 2017
E' una famiglia disturbata quella in cui ognuno ha un ruolo fisso.
Nessuno e' libero di esprimere le sue esperienze, desideri, desideri, bisogni, sentimenti, ma deve limitaesi a recitare la sua parte e in suoi ruoli restano rigidi.
Le famiglie disturbate hanno tutte lo stesso difetto : rendono i figli sminuiti nella capacità di comprendere il ondo nella sua totalità e diversità, incapaci nel credere nell'amore disinteressato e di accettarlo pur non rendendosenre degni.
Da aduòti crediamo che far funzionare tutto dipenda da noi,ci diamo cintinuamente da fare per dimostrare di essere buoni, perhcè non crediamo di esserlo e abbiamo bisogno di stare con persone che possiaamo aiutare per sentirci forti e capaci e non alla mercè degli altri.
Credendo di avere iò controllondella situazione, abbiamo la prova e la sicurezza della nosgtra funzione..
Non abbiamo la minima idea di cosa sia sia la rela zione felice e cosiì ceerchiamo chi non sia cio' che vogliamo per trasformarlo per merito nostro. Usiamo l'ossessione verso le persone che amiamo per diomenticare il nostro dolore e la nostra profonda solitudibne esistenziale , la ra rabbia, la paura.
Usiamo qualsiasi relazione sentimentale come4 una droga per non pensare quello che sentiremmo se pensassimo ancora a noi stessi.
Siamo sempre molto acutri nel capire quello che desiderano gli altri , ma non ci rendiamo conto dei nostri sentimenti personalie non siamo caèaci di farci guidare dalle nostre emozioni NEL FARLE LE NOSTRE SCELTE PERSONALI E IMPORTANTI PER LA NOSTRAQ VITA.
Abbiamo finto per tanto tempo di esserer adulti, chiaedendio cosi' poco e dando cosi' tanto, che ormai sembra cosi' tardi percheè possa venore il nostro turno di ricevere attenzioni, continuiamo ad aiutare ed ascoltare gli sltri, sperando che lA NOSTRA PAURA SCOMPAIA E CHE LA NO STTRA RICOMPENSA SARA' L'AMORE.
Tutti abbiamo un profondo tim ore dell'abbandono : si pensa che sia meglio stare vicino a chiunque non soddisfi affatti o nostri bisogni ma che comunque in fondo non ci abbandinin del tutto... piuttosto che rimanere soli.
E sara' difficiler rompere queasta catena finchè non si saraq' giunti ad una comprensione profinda che riduce tutti noi a comportarsi cosi'.
Le famiglie disturbate hanno tutte lo stesso difetto : rendono i figli sminuiti nella capacità di comprendere il ondo nella sua totalità e diversità, incapaci nel credere nell'amore disinteressato e di accettarlo pur non rendendosenre degni.
Da aduòti crediamo che far funzionare tutto dipenda da noi,ci diamo cintinuamente da fare per dimostrare di essere buoni, perhcè non crediamo di esserlo e abbiamo bisogno di stare con persone che possiaamo aiutare per sentirci forti e capaci e non alla mercè degli altri.
Credendo di avere iò controllondella situazione, abbiamo la prova e la sicurezza della nosgtra funzione..
Non abbiamo la minima idea di cosa sia sia la rela zione felice e cosiì ceerchiamo chi non sia cio' che vogliamo per trasformarlo per merito nostro. Usiamo l'ossessione verso le persone che amiamo per diomenticare il nostro dolore e la nostra profonda solitudibne esistenziale , la ra rabbia, la paura.
Usiamo qualsiasi relazione sentimentale come4 una droga per non pensare quello che sentiremmo se pensassimo ancora a noi stessi.
Siamo sempre molto acutri nel capire quello che desiderano gli altri , ma non ci rendiamo conto dei nostri sentimenti personalie non siamo caèaci di farci guidare dalle nostre emozioni NEL FARLE LE NOSTRE SCELTE PERSONALI E IMPORTANTI PER LA NOSTRAQ VITA.
Abbiamo finto per tanto tempo di esserer adulti, chiaedendio cosi' poco e dando cosi' tanto, che ormai sembra cosi' tardi percheè possa venore il nostro turno di ricevere attenzioni, continuiamo ad aiutare ed ascoltare gli sltri, sperando che lA NOSTRA PAURA SCOMPAIA E CHE LA NO STTRA RICOMPENSA SARA' L'AMORE.
Tutti abbiamo un profondo tim ore dell'abbandono : si pensa che sia meglio stare vicino a chiunque non soddisfi affatti o nostri bisogni ma che comunque in fondo non ci abbandinin del tutto... piuttosto che rimanere soli.
E sara' difficiler rompere queasta catena finchè non si saraq' giunti ad una comprensione profinda che riduce tutti noi a comportarsi cosi'.

venerdì 13 gennaio 2017
Ho notato che nessuno entra nel panico quando le cose vanno "secondo i piani"... Anche se i piani sono mostruosi. Se domani dico alla stampa che un teppista da strapazzo verrà ammazzato o che un camion pieno di soldati esploderà, nessuno va nel panico, perché fa tutto parte del piano. Ma quando dico che un solo piccolo sindaco morirà... Allora tutti perdono la testa! Se introduci un po' di anarchia... se stravolgi l'ordine prestabilito... Tutto diventa improvvisamente caos. Sono un agente del caos. Ah, e sai qual è il bello del caos? È equo. Joker - Il cavaliere oscuro -
giovedì 12 gennaio 2017
L’amore non ha nulla a che vedere con la manipolazione. Le persone che manipolano il proprio partner amano dimostrare i propri punti di forza e le proprie prodezze – si tratta raramente di persone timide. Tendono a far ricadere le responsabilità sugli altri quando non ottengono i risultati attesi. A queste persone non importa aiutare gli altri o offrire se stesse, al contrario, vivono concentrate su se stesse. Non conoscono il significato della parola reciprocità. Parlano sempre di sé, domandandovi di rado come state o se avete bisogno di qualcosa, sempre disinteressate.
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