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lunedì 1 febbraio 2016

Angolo zozzo.....ahahahhaah ...e la miseria!!!

Adoro la stronza che c'e' in me , non sempre esce fuori,ma quando si mostra è uno spettacolo

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Mi piacciono le persone anticonformiste, trasgressive, diverse, che vivono “fuori dagli schemi”. Disordinate, coraggiose, distratte, generose, malinconiche, fragili, sincere, spontanee, allegre, sensibili e cento altre cose ancora. Quella passionali, che amano le emozioni forti, che fanno sempre tutto col cuore. Mi piacciono le belle persone, belle dentro. Quelle che competono solo con loro stesse. Forti ed allo stesso tempo umili, imperfette. Perché è l’imperfezione che le rende uniche ed irripetibili. Preziose e rare. Perché ogni imperfezione è diversità, è un pregio. Amo le persone perfettamente imperfette… Agostino Degas


Guarda che si muore comunque. E tutto quello che non senti, ti uccide un poco prima. Tutto quello che non dici, tutto quello che non vivi

La mano sulla bocca per tenere le parole. Il silenziatore sopra al cuore, per non sentirne più la voce.
Persone  perse  che non hai più cercato nei silenzi.

Guarda che si muore comunque. 
E tutto quello che non senti, ti uccide un poco prima. 


Gli inviti superflui di Dino Buzzati

Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.
Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi verso la vita misteriosa, che ci aspettava.Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. “Ti ricordi?” ci diremo l’un l’altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento.
Ma tu - ora mi ricordo - non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati. Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, né battesti mai alla porta del castello deserto, né camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, né ti addormentasti sotto le stelle d’Oriente, cullata da piroga sacra. Dietro i vetri, nella sera d’inverno, probabilmente noi rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei “Ti ricordi?”, ma tu non ricorderesti.

Vorrei con te passeggiare, un giorno di primavera, col cielo di color grigio e ancora qualche vecchia foglia dell’anno prima trascinata per le strade dal vento, nei quartieri della periferia; e che fosse domenica. In tali contrade sorgono spesso pensieri malinconici e grandi, e in date ore vaga la poesia congiungendo i cuori di quelli che si vogliono bene.Ci terremo semplicemente per mano e andremo con passo leggero, dicendo cose insensate, stupide e care.
Ma tu - adesso mi ricordo - mai mi dicesti cose insensate, stupide e care. Né puoi quindi amare quelle domeniche che dico, né l’anima tua sa parlare alla mia in silenzio, né riconosci all’ora giusta l’incantesimo delle città, né le speranze che scendono dal settentrione. 

Vorrei anche andare con te d’estate in una valle solitaria, continuamente ridendo per le cose più semplici, ad esplorare i segreti dei boschi, delle strade bianche, di certe case abbandonate. Fermarci sul ponte di legno a guardare l’acqua che passa, ascoltare nei pali del telegrafo quella lunga storia senza fine che viene da un capo del mondo e chissà dove andrà mai.
Ma tu - ora che ci penso - tu ti guarderesti attorno senza capire, ho paura, e ti fermeresti preoccupata a esaminare una calza, mi chiederesti un’altra sigaretta, impaziente di fare ritorno.
E non diresti “Che bello! “, ma altre povere cose che a me non importano. Perché purtroppo sei fatta così. E non saremmo neppure per un istante felici.

 Vorrei pure - lasciami dire - vorrei con te sottobraccio attraversare le grandi vie della città in un tramonto di novembre, quando il cielo è di puro cristallo. Quando i fantasmi della vita corrono sopra le cupole e sfiorano la gente nera, in fondo alla fossa delle strade, già colme di inquietudini.  
Ma tu - lo capisco bene - invece di guardare il cielo di cristallo e gli aerei colonnati battuti dall’estremo sole, vorrai fermarti a guardare le vetrine, gli ori, le ricchezze, le sete, quelle cose meschine. E non ti accorgerai quindi dei fantasmi, né dei presentimenti che passano, né ti sentirai, come me, chiamata a sorte orgogliosa. Né udresti quella specie di musica, né capiresti perché la gente ci guardi con occhi buoni.
Tu penseresti al tuo povero domani e inutilmente sopra di te le statue d’oro sulle guglie alzeranno le spade agli ultimi raggi. Ed io sarei solo. È inutile. Forse tutte queste sono sciocchezze, e tu migliore di me, non presumendo tanto dalla vita.
Sono solo "banalità" di Buzzati ...sto facendo ironia,ma dovrebbe essere più che comprensibile per te...è perfino di Belluno!!!!!!!!!!!

Dedicare il tempo a chi ci fa dimenticare il tempo.

Tutto quello che mi rende fragile e fiera e intelligente e potente e ferita e creativa e riflessiva e lunatica e spirituale e selvaggia e danneggiata può essere descritto in una sola parola: io


Ci sono tante persone e cose che oltrepassano la mia capacità di comprensione. Ma a volte sono cosi stronza da mettermi in un angolo ed osservare.

La felicità è fatta di piccole cose, se costa tanto vale poco. Buon pranzo anime.

Alcune persone le amerò per tutta la vita... altre anche dopo...