Il giorno che perdiamo l'amore per i gusci di conchiglia , arriva la passione per noi stessi che ci porta verso la vanità fino alla morte.......e allora dimentichiamo che il mare non ha mai raccolto nulla per sé, eppure custodisce tutto.
Perdiamo il gesto di chinarsi a terra per una piccola bellezza senza nome, e alziamo il volto soltanto per cercare il nostro riflesso negli sguardi altrui. Così il cuore si svuota di meraviglia e si riempie di specchi; e più ci contempliamo, più ci allontaniamo da ciò che eravamo.
Perché non è la vanità a nascere per prima: nasce il silenzio delle cose semplici che non sappiamo più ascoltare. E quando una conchiglia non ci parla più, comincia a parlare soltanto il nostro orgoglio.
Finché un guscio trovato sulla riva sa ancora commuoverci, qualcosa in noi resta intatto. Ma quando smettiamo di riconoscere il miracolo nelle cose che il mare abbandona alla sabbia, allora siamo già diventati naufraghi di noi stessi.
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