Ah, lui e lei, due anime "destinate" a incontrarsi, perché si sa, il destino ama fare scherzi grotteschi. E quale modo migliore per legare due persone che, oggettivamente, non dovrebbero nemmeno condividere un ascensore, se non con il famoso filo rosso? Quello che in realtà non è altro che una sottile corda elastica, ma intanto li tiene lì, insieme, per il puro divertimento dell'universo.
Lui, con la sua convinzione che ogni parola che esce dalla sua bocca sia una perla di saggezza universale, è un mix perfetto tra il guru della palestra e il filosofo da bar che cita Nietzsche come se avesse letto "Così parlò Zarathustra" nel weekend. Non importa che abbia appena finito di guardare un video su YouTube, lui sa sempre cosa dire per sembrare profondo, anche se non capisce nemmeno il senso delle parole che usa. E quando si rende conto che nessuno lo sta ascoltando, risponde con il classico "è solo la mia opinione, non è necessario che la condividiate ...e poi non me ne frega un caxxo". Ah, ma che originalità, proprio il tocco di chi crede di aver risolto l'enigma dell'esistenza in un post su Instagram.
E poi c'è lei, che è convinta che la sua capacità di smontare qualsiasi argomento con la logica sia la chiave della felicità umana. Ogni battuta che fa è un colpo da maestro, solo che nessuno ha mai il coraggio di dirle che questa chat è morta negli anni '90. Ma va bene, chissà, forse pensa davvero che quelle frecciatine siano il segreto per mantenere viva una conversazione, quando in realtà sembra che stia tentando di ucciderla lentamente, come un serial killer dalle buone vibrazioni. E il suo parlare è l'apice del disastro, un po' come dire "ti sto pugnalando, ma è tutto per farti capire che ho ragione".
Ecco, loro due: lui, l'eroe della profondità senza contenuti; lei, la regina del logica senza sostanza. Uniti, dal filo rosso del destino, certo. Ma in realtà, il destino qui è solo una scusa elegante per giustificare un incontro tra due persone che si credono irriverenti e indipendenti, ma in fondo sono solo noiose.
Ah, nessuno potrà mai interrompere questo filo rosso, eh? Guai a chi ci prova, è come sfidare una legge cosmica, un comando divino che, evidentemente, vale più di qualsiasi altra legge dell'universo. Chi osa mettere in discussione questo legame? Ah, sì, chi tenta di tagliarlo sarà condannato all'eterna infamia, alla solitudine più assoluta, e probabilmente a una vita senza Wi-Fi. Perché, si sa, niente dice "soulmate" come un filo invisibile che li tiene insieme, anche quando entrambi ,nella realtà, sarebbero molto meglio separati, in ogni angolo del pianeta, con una distanza di almeno 500 chilometri.
Ma attenzione, chi oserebbe mai fare il "grande errore" di cercare di spezzare questo filo? Ah, certo, sarebbe come cercare di distruggere l'ennesima citazione da "Destiny's Child" che risuona nelle loro teste: "we’re unbreakable!" (sì, perché il filo rosso non si spezza mai... nemmeno quando è attorcigliato come una matassa di errori). Non importa che sia teso, contorto o ridicolo. Nessuno potrà mai.Guai!!!
Siamo tutti testimoni di questa epica unione, dove la trama è più debole di un caffè annacquato e l’intensità emotiva è pari a quella di una riunione condominiale. Però, guai a chi prova a interromperlo! Perché, si sa, ogni filo rosso merita il suo pubblico di fan, , forse solo per farci ridere.
Questa situazione mi diverte tantissimo, perché è come guardare una commedia dove tutti recitano il copione senza accorgersi che il pubblico sa già come va a finire. Lei fa una tragedia, mentre lui si pavoneggia come se fosse il re della farsa. E intanto, entrambi si ostinano a credere che stiano recitando un dramma profondo, quando in realtà sono in pieno balletto di vanità. E tutto questo, ovviamente, fa ridere, perché alla fine si sa che nessuno dei due ha capito che ci vuole autoironia. E la cosa ancora più divertente è che, nel loro teatrino, sono così concentrati a credersi protagonisti di una storia da film drammatico, che non si rendono conto di essere intrappolati in una commedia . Lui, nel suo trionfo da pavoncello, sfoggia una sicurezza che sembra più una maschera da carnevale, incarnando il sempre venerato Abatantuono nel "so figo, so bello, so fotomodello". Mentre lei, nel suo "dramma del non toccate il mio ego", finisce per sembrare la diva isterica de "Il Viale del tramonto" , più che una persona realmente in grado di produrre ragionamenti.
Entrambi talmente presi dalla loro recita da non accorgersi che l’unico a ridere, in realtà, è chi li osserva.
Bye, cari Principe del Gallo e Drama Queen!