Ci sono persone che raccontano episodi della propria vita convinte di apparire autorevoli, sofisticate, quasi temute per la loro ‘precisione’.
Poi le ascolti parlare di come redarguiscono la colf per una macchia sul tavolo o un granello di polvere su una mensola… e improvvisamente non vedi più una donna elegante.
Vedi Lady Tremaine che attraversa il corridoio del castello con passo rigido, faccia tirata e quell’espressione da eterna insoddisfatta che usa gli altri come valvola di sfogo della propria amarezza.
Il racconto era tutto un susseguirsi di:
‘Questo non va bene.’
‘Ma possibile che io debba spiegare tutto?’
Con quel tono altezzoso tipico di chi confonde l’umiliazione con l’autorevolezza.
Sembrava letteralmente una scena di Cenerentola: mancava solo il dito passato sul mobile per controllare la polvere e il monologo passivo-aggressivo sulla decadenza degli standard domestici.
La differenza è che Lady Tremaine era un personaggio scritto per rappresentare la crudeltà fredda dell’aristocrazia frustrata.
Qui invece è tutto spontaneo. Ed è questo il problema.
Perché quando una persona prova piacere nel raccontare quanto è severa con chi lavora per lei, non trasmette forza.
Trasmette solo il bisogno disperato di sentirsi superiore a qualcuno che non può rispondere.
E più parlava, più sembrava quella caricatura tragicomica della matrigna di Cenerentola:
stessa acidità, stessa arroganza da salotto impolverato, stessa energia da ‘io comando e voi eseguite’.
Solo senza il castello, senza l’eleganza glaciale del personaggio e soprattutto senza la dignità di restare almeno nella finzione.
Perché diciamolo chiaramente: una persona davvero raffinata non ha mai bisogno di trasformare ogni errore domestico in un’umiliazione .
Non ha bisogno di raccontare con orgoglio come rimette ‘al proprio posto’ chi lavora per lei.
Quello non è carisma.
È solo piccolezza travestita da disciplina.
E la scena finale è quasi comica:
questa specie di Lady Tremaine da discount (stessa acidità, metà classe e il triplo della frustrazione) che si atteggia a regina della casa mentre in realtà sembra soltanto una persona divorata dalla necessità di controllare tutto e tutti per compensare il vuoto cosmico della propria personalità.
In certe persone la cattiveria non è nemmeno sofisticata.
È arredamento vecchio, polvere emotiva e frustrazione lucidate male.
No cara, non sembri una donna forte.
Sembri la matrigna di Cenerentola senza castello, senza eleganza e senza sceneggiatori Disney a salvarti la reputazione.
Niente odio eh…
solo un leggero stupore antropologico davanti a tanta energia da matrigna Disney.😄😘
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