"La gioventù, se non altro una certa gioventù che rappresenta la maggioranza, la massa uniforme della società attuale, ha perso del tutto il desiderio di cultura. È ignorante e non vuole ammetterlo. E il pericolo sta nel fatto che essa trasforma la propria ignoranza in una ideologia, una barricata dietro la quale si nasconde scandendo i suoi slogan. Soltanto una minima percentuale di studenti ha letto Proust, Sartre o Marcuse. La cultura è arrivata al punto di saturazione. " Nessuna condanna verso i giovani in sè ma una acuta analisi verso il tragico trasformarsi (trasformazione indirizzata appunto verso i giovani) della antica ,innocente "ignoranza" (nel senso "tecnico" del termine , visto che la cultura popolare era già comunque vasta e figlia di saperi ,naturali e sociali, tradizioni ecc di cui non si può parlare di "vuoto" ) sarebbe stata a breve sostituita non con un desiderio di cultura,letteratura,arte ecc nella sua umanistica completezza ma da una cultura artificiale ,funzionale al nuovo potere totalitario , di consumo,plastificata ,vuota appunto. Inoltre inserita in modo continuo e intenso.Provocando una saturazione che blocca la voglia di vera cultura.
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